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16/02/2012

Capri cerca sponsor pubblicità anche sulla Grotta Azzurra

Capri cerca sponsor pubblicità anche sulla Grotta Azzurra
Capri cerca sponsor pubblicità anche sulla Grotta Azzurra

 

Anna Maria Boniello Capri. L’idea lanciata dal sindaco di Capri di utilizzare la barriera frangiflutti all’esterno della Grotta Azzurra come vetrina d’immagine per sponsor alla ricerca di visibilità rischia di creare una frattura nell’opinione pubblica isolana, che già si sta schierando su fronti opposti. Dopo il progetto «Adotta un’aiuola» che ha invece suscitato entusiasmo fra imprenditori e aziende che hanno aderito all’iniziativa, varata dal delegato al Verde Salvatore Ruocco, che li vede fortemente attivi a ricreare zone verdi di flora caprese, più tiepidamente è stata accolta l’idea partita dal Comune di Capri e rilanciata attraverso un’agenzia di stampa: il sindaco Lembo ha intenzione di installare «una barriera galleggiante a circa cinquanta metri dalla Grotta Azzurra a mo’ di frangionde per tutelare le piccole e caratteristiche imbarcazioni che introducono i turisti nell’antro di Tiberio» e, soprattutto, ipotizza di collocare sulla fascia in plastica che emergerebbe a pelo d’acqua dal mare messaggi pubblicitari. «Un escamotage – spiega Lembo – per risparmiare sul costo della struttura e non gravare sul bilancio già in crisi per i tagli che lo Stato ha apportato. Quindi dobbiamo ricorrere a forme di introiti diversi, quali la pubblicità, se vogliamo continuare a dare servizi di qualità ed efficienti». Per mettere in atto l’iniziativa, il sindaco di Capri dovrà confrontarsi con Franco Cerrotta, primo cittadino di Anacapri, che ha già comunicato però il suo dissenso. «Va bene la barriera frangiflutti perché serve ad arginare il moto ondoso che si crea per il continuo passaggio di barche al largo, che mettono a rischio il trasbordo dei passeggeri dai motoscafi alle piccole imbarcazioni in legno». Ma la pubblicità in mezzo al mare, proprio no. «Avevamo già preso accordi con la cooperativa dei battellieri – continua Cerrotta - che ci saremo fatti carico di un contributo per venire loro incontro nella spesa iniziale; non vedo quindi la necessità di installare spazi pubblicitari sulla piccola e lunga barriera in plastica che è stata pensata per tutt’altro scopo. Comunque – conclude Cerrotta – porterò l’argomento al vaglio della commissione intercomunale che si occupa della Grotta Azzurra, e sicuramente in quella sede troveremo un’intesa». Dell’esigenza per i Comuni di fare cassa si parla ormai anche tra i clienti che si avvicendano ai bar della piazzetta, ed è sempre più chiaro - dopo l’istituzione del biglietto d’ingresso per i Giardini di Augusto che ha vissuto la fase sperimentale lo scorso anno - che ci si avvia nell’intero territorio isolano a reperire in ogni modo possibile introiti da riconvertire poi nel settore turistico. Dal primo gennaio è partita l’applicazione della tassa di soggiorno, che mette a carico dei turisti che si fermano in albergo un’imposta che varia a seconda della tipologia della struttura (da due euro per le categorie inferiori ed extra alberghiere fino ai cinque euro per gli alberghi di categoria superiore). Ma la tassa più attesa dalle amministrazioni comunali isolane, quella che dovrebbe servire a ripianificare i bilanci e migliorare strutture turistiche, strade, belvedere ed arredi urbani, è quella di sbarco che imporrà un obolo a tutti coloro che mettono piede sull’isola, indipendentemente dalla permanenza in albergo, e che, se le statistiche degli sbarchi saranno mantenute, porterà un gettito non indifferente visto che nell’arco di un anno sbarcano a Capri oltre un milione di passeggeri. In attesa che il disegno di legge venga approvato gli amministratori comunali cercano soluzioni alternative, fino al limite della fantasia, per tappare i buchi nel loro bilancio. Il Mattino

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