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01/09/2010

Capri, la depurazione fa acqua

Ieri i carabinieri del Noe hanno sequestrato il depuratore a Occhio Marino. Avvisi di garanzia per il sindaco e l'amministratore della Gori, la società che gestisce l'impianto. Legambiente: «In Campania situazione al limite»

IL SEQUESTRO. L’ennesima conferma di una situazione da far cadere le braccia. Questa è la reazione di Legambiente di fronte al sequestro di ieri del depuratore di Capri, a Occhio Marino. Nel corso degli ultimi mesi, i carabinieri del Noe hanno effettuato nell'impianto una serie di ispezioni che hanno determinato l'ordine di sequestro della struttura che resta funzionante. Scarico senza autorizzazione, getto pericoloso di cose, danneggiamento e deturpamento di bellezze naturali. Queste le accuse mosse al sindaco di Capri, Ciro Lembo e l’amministratore unico della Gori, la società che gestisce il depuratore: i due sono stati iscritti nel registro degli indagati.

Il Presidente di Legambiente Isola di Capri, prof. Enrico Gargiulo: "La presenza dei depuratori sull'Isola è stata una nostra richiesta costante da trent'anni a questa parte, ma una volta fatti, bisogna che funzionino e bene! - continua Enrico Gargiulo - abbiamo un secondo depuratore, in località Gasto a Capri, che da trent'anni non vede l'avvio a regime e che dovrebbe servire quasi una metà del Comune di Capri. Il depuratore di Occhio Marino che serve un'altra metà del Comune di Capri, più croce che delizia, il primo ad essere istituito sull'isola, è da un paio d'anni sui mass-media per problemi. Ci chiediamo: è possibile che tutti gli attori istituzionali, a partire dalla conferenza di servizi svoltasi, non abbiano velocizzato l'iter dei lavori per non essere travolti in estate da questa triste vicenda? E' purtroppo vero che soffriamo delle colpe di ritardi politico-amministrativi di ventenni, dove non si è dotato il paese di infrastrutture moderne e calibrate per il futuro, quindi è tuttavia difficile porre rimedio in breve tempo con effetti tampone, ma possibile che si debbano aspettare anni ed anni per soluzioni per l'ambiente? Noi crediamo che sia necessario ed improcastinabile una seria attuazione gestionale per il buon nome di Capri"

"Quest'estate vorremmo dimenticarci di trovate estive esclusivamente d'immagine come i registri degli indesiderati di Capri o come Settori dedicati ad attività strategiche non meglio conosciute: vorremmo che le energie siano spese ancora di più in politiche ambientali serie ed innovative per la nostra Isola, perchè è solo così che Capri potrà essere sempre quel meraviglioso posto che tutto il mondo conosce, tramandandolo di generazione in generazione - il commento del Segretario di Legambiente Isola di Capri e Consigliere Nazionale, Nabil Pulita -"

 

 

INQUINAMENTO RECORD. La Campania nel 2010 si è distinta per un record negativo: quello dell’estensione della costa non balneabile a causa dell’inquinamento superiore al 17%, a fronte di una media nazionale al 4%. A Capri la situazione poi è aggravata dalla pressione antropica: due milioni e mezzo di visitatori annui su superficie della sola città di Capri di tre chilometri quadrati calpestabili.

 «Questa è l’ennesima testimonianza di un sistema depurativo che fa acqua da tutte le parti in Campania – spiega Michele Buonomo presidente di Legambiente Campania – È grave infatti anche la situazione di altri depuratori campani. Prorpio per questo stiamo facendo pressione sulla giunta regionale perchè sia fatto tutto il possibile a breve e medio termine sulle acque di balneazione».
 

 

PARAMETRI SBALLATI. Prima degli adeguamenti già da due anni il depuratore è sotto l’esame attento del Noe e lo scarico a mare era già stato revocato dalla Provincia perché alcuni parametri non erano in linea. «È stata fatta anche una conferenza dei servizi e le analisi dell’Arpac lo scorso anno davano risultati tranquillizzanti. Ora dopo il sopralluogo del Noe c’è stato il sequestro. È proprio il caso di dirlo: la mano destra non sa che cosa fa la mano sinistra. Bisogna fare luce e chiarezza sulla vicenda».

 

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